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Meteo Italia: settimana prossima tra piogge e sbalzi termici, ecco le previsioni
Pubblicato da: Redazione Categoria: Previsioni - Pubblicato il 09-04-2026

Ancora tempo stabile su gran parte del Paese
La giornata odierna si presenta con condizioni meteo generalmente stabili e senza precipitazioni, grazie alla presenza di un robusto campo di alta pressione di matrice azzorriana che continua a proteggere il Mediterraneo. I cieli si mantengono in larga parte sereni o al più leggermente velati, mentre il clima resta tipicamente primaverile. Le temperature non mostrano cambiamenti rilevanti rispetto alle ultime ore, con lievi flessioni solo lungo le regioni adriatiche.
Il bel tempo resiste fino al fine settimana
La fase stabile proseguirà ancora per diversi giorni, soprattutto al Centro e al Sud, accompagnata da condizioni piacevoli. Tuttavia, già da venerdì si noterà un graduale aumento della nuvolosità al Nord, segnale di un cambiamento imminente. Entro domenica la copertura nuvolosa si estenderà a gran parte della Italia, con le prime piogge e qualche temporale in arrivo soprattutto sulle regioni settentrionali e sulla Sardegna.
Peggioramento più deciso all'inizio della prossima settimana
Con l'inizio della nuova settimana il tempo è destinato a cambiare in modo più evidente. Una perturbazione collegata a una saccatura in discesa sul Mediterraneo centrale porterà condizioni meteo più instabili. Sono attese piogge diffuse e temporali che, a tratti, potranno risultare anche intensi e accompagnati da rovesci di forte intensità, coinvolgendo diverse zone della penisola da nord a sud. Sulle zone montuose tornerà anche la neve.
Neve abbondante sulle Alpi a quote medio alte
Sulle Alpi sono previste nevicate anche consistenti a quote di montagna, localmente fino a circa 1000 o 1200 metri nei momenti più intensi, con accumuli che potranno risultare importanti soprattutto sui settori nordoccidentali. Questo sarà favorito dalle correnti umide meridionali. Sull’Appennino, invece, la quota della neve si manterrà decisamente più alta, oltre i 2000 metri, in un contesto che rispecchia pienamente la variabilità tipica della primavera avanzata.
